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Così in cielo così in terra – il racconto fotografico di Riccardo Salvatelli – Archivio La Torre Oggi

Così in cielo così in terra – il racconto fotografico di Riccardo Salvatelli

Scritto da:

Redazione

Pubblicato il:

BlogCultura

La recensione dell’ultimo lavoro fotografico dell’autore veliterno

Foto di Sofia Bucci

E in mezzo all’acqua sporca
Godo queste stelle
Questa vita è corta
È scritto sulla pelle

(Piero Ciampi – Il vino)

Riccardo Salvatelli con il suo ultimo lavoro fotografico ci invita a scendere nelle viscere della terra, scavate da mani abili degli antichi, da mani incerte dei contadini. Una discesa nei sotterranei, spesso inaccessibili, principalmente nel territorio di Velletri (etimologicamente VEL ETHR “luogo dove si coltiva la terra”) e dei Castelli Romani.

Sono le grotte ad essere le protagoniste della ricerca fotografica di Riccardo Salvatelli. Un labirinto di cunicoli, un intestino di strade. Riparo e conservazione. Rifugio dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale per migliaia di famiglie, grotte da abitare come i primi uomini sulla terra, come la grotta che accoglie il Cristo. Riccardo ci racconta come, durante il secondo conflitto bellico, le nicchie e le botti vuote accolsero il sonno, la veglia e le ansie dei veliterni; i “sedili” destinati a sollevare dal pavimento i contenitori vinari diventarono sostegni per teneri i corpi lontano dall’umido del terreno. I “camini di tiraggio” funzionarono per espellere la “fumera” delle torce accese e consentire una minima visibilità. I canali di scolo e le nicchie di raccolta delle acque “sorgive” si convertirono in bagni pubblici. Tutto è trasformazione, connubio tra luce e ombra.

La grotta è anche conservazione per il vino, questa è la bevanda che ci accompagna durante tutto il percorso. Raccolta, conservazione, fermentazione, metamorfosi e nascita. Qui il dare alla luce, il titolo del progetto è appunto “Così in cielo come in terra”, luce e ombra, la discesa nell’oscurità e la risalita.

Riccardo Salvatelli, come testimone oculare è il nostro Virgilio, ci consegna centinaia di fotografie a colori, realizzate spesso in notturna. Un progetto ancora in divenire, dal 2018, ma testimone oculare di questo mondo non accessibile e profondo. In mostra le foto vengono appese o lasciate a terra, incorniciate o spesso prive di ogni contorno, ancorate ai rami di vite secchi, tra le bottiglie di vini trovate e impolverate, tra i massi di tufo che ci ricordano il sapore delle pietre da cui veniamo.

Se la fotografia etimologicamente è scrivere con la luce e nasce e si sviluppa dal buio delle camere oscure, Riccardo ci fa scendere alle origini del nostro territorio e ci racconta metaforicamente la nascita della fotografia stessa. E allora risaliamo dal buio delle grotte a riveder le stelle.

Foto di Riccardo Salvatelli

Sofia Bucci

Riccardo Salvatelli, Velletri. Fotografo e scrittore. Primo premio (2000) club letterario italiano sezione saggistica inedita, con un testo su Giulio Paolini; secondo premio premio letterario internazionale “Lev Tolstoj” nella sezione “varia” per un testo dedicato ad Alighiero Boetti (2001); premio “Selezione Dante” (2002)al premio letterario internazionale “omaggio a Dante per uno scritto dedicato a Luigi Ghirri. Nel 2012 ha vinto a Castiglione Olona (Varese), il primo premio al II° concorso nazionale “cogli l’attimo”, sezione a tema libero; nel 2013 primo premio al concorso nazionale “archeologia industriale a Barletta, nel 2014 la foto “le scale abbandonate” è tra le vincitrici del concorso Le scale di giorno e di notte, a cura di Fermoeditore; nel 2014, ha vinto il I° premio al I° concorso “Sublime Declino”, Palestrina (Roma); il portfolio “Va e Torna” è vincitore del XVI premio nazionale Pallade Veliterna e della V° targa via Furio per la tecnica, al V° Velletri Wine Festival “Nicola Ferri”, Velletri 2017.