All’indomani del terremoto che ha investito l’avvocatura in seguito alle dimissioni del Presidente Nazionale Mascherin abbiamo intervistato la Presidente del Coa Velletri Avv. Lia Simonetti che ci ha chiarito il suo parere e ci ha illustrato altresì un bilancio del suo mandato dopo due anni e mezzo di presidenza

È LA PRIMA PRESIDENTE DONNA DEL COA VELLETRI, QUAL È IL SUO BILANCIO DOPO DUE ANNI E MEZZO DI PRESIDENZA?
“Per quanto mi riguarda il bilancio è altamente positivo, soprattutto se penso alle mete che mi ero prefissa nel progetto intrapreso quando mi sono candidata come Presidente.
Oggi abbiamo molti strumenti tecnici per modernizzare ed attualizzare l’avvocatura usando come base i sani e vecchi principi di difesa che devono essere inseriti ed usati nella complessa contemporaneità.
Una delle cose più importanti che ho pensato di usare per costruire insieme le basi di una nuova avvocatura è la partecipazione di tutti i colleghi, una sorta di agorà continua.
Abbiamo istituito 12 Commissioni di studio, come prevede la normativa del 2012.
L’avvocatura è una partecipazione continua, il Tribunale è il luogo di discussione e di idee, di nuovi approcci alle questioni che ci si presentano.
Il rapporto ed il confronto tra colleghi ci umanizza, io per prima credo in un’avvocatura umana dove si è pronti al bisogno del momento tenendo conto senza giudizio della contemporaneità. Ancora oggi rimango un’entusiasta della professione”.
COME STANNO LAVORANDO I TANTI NUOVI MEMBRI DI QUESTO CONSIGLIO DEGLI AVVOCATI DI VELLETRI?
“Il mio dovere è quello di omogenizzare, di cercare di trovare in ognuno il meglio di quello che può servire agli iscritti.
Siamo quindici ed è chiaro ci siano idee e prospettazioni diverse ma sto prendendo da ciascuno il meglio che possa servire all’avvocatura veliterna e non solo.
Ho un progetto da realizzare e per questo prendo il meglio da tutti, per riuscire a realizzare quel progetto.
Io ho fatto molte esperienze nella mia professione legale e non, dall’essere assessore ad essere Presidente di importanti Associazioni forensi e credo che si debba sempre tenere la barra dritta, anche nei momenti di difficoltà come può essere stato quello del lock down nel quale i colleghi erano arrabbiati e scoraggiati.
Ho ascoltato le critiche solo laddove costruttive perché avevo un progetto da mandare avanti con coraggio e rispetto delle persone”.
COME SI PONE OGGI IL CONSIGLIO VERSO I GIOVANI CHE VOGLIONO INTRAPRENDERE QUESTA CARRIERA?
Noi abbiamo una Commissione Giovani oltre che molte associazioni di giovani avvocati di grande qualità qui a Velletri che stanno giustamente volgendo lo sguardo alle nuove frontiere della specializzazione.
Questo fa capire quanta voglia di partecipazione ci sia, soprattutto in un momento storico delicato come questo, nel quale bisogna essere uniti perché le opportunità ci sono.
È SODDISFATTA DELLA NASCITA DI NUOVI ORGANISMI CONSILIARI AI QUALI AVETE LAVORATO?
“Certo. Li abbiamo voluti fortemente.
Nella vecchia legislatura ero Vice Presidente ed alcuni di questi erano già stati istituiti come ad esempio la Mediazione Commerciale, per la quale abbiamo ora aperto una nuova sede a Velletri che si va ad aggiungere a quella di Albano.
Abbiamo poi istituito la Camera Arbitrale dell’Ordine di Velletri che, sempre nell’ambito delle frontiere della nuova avvocatura, si occuperà non solo di grandi questioni ma anche di questioni minori.
Ci stiamo occupando molto della formazione ed ho in animo di approcciare alla Mediazione Penale prima della fine della mia presidenza perché credo che una soluzione al carcere debba esserci e soprattutto che debba esserci una riparazione pena sia della parte offesa che del condannato.
Abbiamo poi implementato l’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento, grazie anche alla fiducia che il Presidente del Tribunale ci ha dato perché se magistratura ed avvocatura non collaborano non nasce nulla di buono.
Ora vorremmo implementare un’attività di pubblicizzazione di questi organismi per farli conoscere alle persone perché sono servizi al cittadino che lo aiutano in senso tecnico.
Abbiamo istituito anche il Nucleo per l’Equo Compenso che monitora le situazioni critiche tra poteri forti ed avvocatura singola.
Abbiamo inoltre istituito il Comitato per le Pari Opportunità, che è efficiente, e poi abbiamo istituito la Mediazione Familiare che è una prosecuzione dell’attività degli Avvocati per la famiglia in crisi.
I Colleghi a proprie spese hanno fatto molti corsi di specializzazione, perché la famiglia va trattata con cura avendo ricadute sociali importantissime.
Abbiamo poi la Fondazione Avvocatura Veliterna che funziona e vorremmo implementarla, è una costola del COA a cui partecipa anche la Banca Popolare del Lazio.
Sono poi state fatte diverse convenzioni e per la prima volta è stato istituito un osservatorio sulla Giurisprudenza locale, ossia la sintesi delle decisioni prese dai magistrati su due posizioni contrapposte ed è utile per capire gli orientamenti locali.
Abbiamo poi istituito un Comitato per i Fondi Europei e intenderei altresì mandare i giovani colleghi a fare pratica da far valere in Italia anche a Londra, Parigi e Madrid perché dobbiamo internazionalizzarci”.
QUANTO È IMPORTANTE LA FORMAZIONE CONTINUA PER AFFERMARE UNA CATEGORIA CHE SPESSO È VISTA CON DIFFIDENZA DAI NON ADDETTI AI LAVORI?
“Gli Avvocati cercano sempre di sciogliere delle conflittualità e da lì spesso uno non può vedere l’altro, da lì nasce l’impronta dello schernire l’Avvocato avversario.
Complessivamente l’avvocatura ha necessità di fare solo uno scatto in quanto ogni Avvocato è predisposto ad accogliere l’altro.
Abbiamo purtroppo un grosso contenzioso che dovremmo cercare di ridurre, dobbiamo andare verso una società sanamente litigiosa e reclamante i diritti ma senza arrivare all’esasperazione.
Facciamo poi formazione a tutti i livelli, ad alcuni webinar siamo arrivati fino a 700 utenti partecipanti”.
RESTANDO IN TEMA DI DEONTOLOGIA, È NOTIZIA RECENTE QUELLA DELLE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE MASCHERIN E DI ALTRI MEMBRI DEL CNF CHE IN MATERIA DI DIVIETO DI TERZO MANDATO HANNO DATO UN’ALTA DIMOSTRAZIONE DI CORRETTEZZA E SENSO DELLE ISTITUZIONI. CI DIA UN SUO PARERE.
“Noi dobbiamo rispettare gli organismi Istituzionali superiori (…) Per tornare a Mascherin, evidentemente aveva le sue ragioni per restare nonostante tutto. Poi ha definito, alla fine si è dimesso perché anche la Corte di Appello gli ha dato torto. Io debbo dire che anche nel mio Ordine, ma in quasi tutti gli Ordini Italiani, salvo eccezioni, chi aveva già espletato 2 mandati come Consigliere o come Presidente non si è ricandidato. Questo è accaduto a Velletri, a Roma, dappertutto, quindi senza fare valutazioni debbo dire che noi siamo stati più vicini alla normativa.”
COME SI IMPEGNERÁ NEL FUTURO PER IL SUO COA?
“Vorrei istituire a Velletri la Scuola Superiore dei Castelli Romani delle Libere Professioni, ossia un grande laboratorio, una fucina di nuove idee riferite non solo alle attività degli Avvocati ma anche allo sviluppo di una città, essere più presenti con le nostre capacità ed anche miscelarle insieme.
Vorrei ringraziare tutte le persone con le quali ho condiviso i piccoli ed i grandi progetti”.
Martina Angeloni
