Non solo per il Covid-19, ma soprattutto per l’assurdo comportamento dell’Amministrazione Comunale
Dopo la denuncia, presentata ai Carabinieri di Cisterna, il Presidente dell’Associazione è stato invitato dagli stessi a consegnare nuovi elementi per portare avanti le richieste rimaste inascoltate
Non potevamo non accogliere sulle nostre pagine quanto segnalato da Emanuele D’Oro, Presidente dell’Associazione Efera nata nel 1994 e stabilita a Cisterna di Latina. L’Associazione si occupa di pattinaggio artistico e gli atleti sono affiancati da Fernanda Manca, pluricampionessa e allenatrice federale. Grazie all’impegno, alla dedizione di tutti, Efera ha raggiunto degli ottimi risultati a livello agonistico, come la Nazionale Italiana di Pattinaggio (oggi F.I.S.R.).
Il problema segnalatoci dal Presidente Emanuele D’Oro riguarda gli ultimi tre anni e si è accentuato con l’arrivo del Covid-19. Nonostante i DPCM del periodo pandemico avessero sempre permesso gli allenamenti di questa categoria di atleti, a tale Associazione sportiva questo diritto è stato negato. Gli allenamenti all’interno della palestra del plesso scolastico Plinio il Vecchio sono stati proibiti e, in alternativa, al Presidente è stato proposto di allenarsi nel piazzale antistante alla scuola. Ma le condizioni di tale struttura sono a dir poco inaccettabili: la pavimentazione è in pessimo stato, gli spogliatoi e le docce sono state prese di mira dai vandali che, durante quello che sembra un lungo periodo di abbandono, hanno distrutto tutto rendendo inutilizzabile un bene che, invece, sarebbe stato di grande utilità non solo per gli sportivi dell’Associazione Efera, ma anche per tutta la comunità cisternina.
Lo stesso Emanuele D’Oro ha proposto per il sito dei lavori di ristrutturazione, ma dall’amministrazione non è mai giunta una risposta e la struttura è rimasta nelle stesse condizioni di abbandono di sempre.
Ciò che si denuncia è proprio l’assenza dell’Amministrazione che sembrerebbe essere totalmente sorda e senza alcuna volontà di comunicare e collaborare con un’Associazione sportiva quasi trentennale, operante sul territorio comunale e che educa i ragazzi non solo sotto il punto di vista sportivo. Anche le famiglie hanno chiesto al Comune di Cisterna il motivo di questo stop, ma anche a quest’ultime non sono giunte delle risposte soddisfacenti. Senza poi contare i costi sostenuti dai genitori degli atleti che, periodicamente, comprano dei materiali per gli allenamenti e le gare dei ragazzi, i quali hanno dei costi anche molto elevati.
Tutto questo ha portato il Presidente dell’Associazione a contattare ripetutamente l’Amministrazione, senza mai avere risposta, e a fissare in data 31 maggio un appuntamento alle 11.30 di fronte al Plesso Plinio il Vecchio per un sopralluogo al piazzale antistante la scuola. Come documentato dalla diretta Facebook di Pattinaggio Efera, nessuno si è presentato all’incontro ed Emanuele D’Oro si è dapprima recato in Comune, dove nessuno ha voluto riceverlo e, successivamente, dai Carabinieri di Cisterna. Le procedure per la denuncia sembrerebbe che siano state avviate e i Carabinieri hanno invitato il Presidente dell’Associazione a tornare, fissando un incontro, e consegnando tutte le varie richieste presentate all’Amministrazione che sono rimaste inascoltate.
Durante l’intervista rilasciataci, il Presidente di Efera ha lasciato apertamente capire la rabbia e la delusione provata non solo da sé stesso, ma anche da tutte le persone che si sono trovate impossibilitate a praticare uno sport permesso dai tanti DPCM emanati appositamente e durante il periodo che stiamo vivendo.
“Questo è uno sport che noi pratichiamo puntando alla qualità. Considerando lo spazio a disposizione avremmo anche potuto tenere delle lezioni con un massimo di cinque allievi, per incrementare la sicurezza, ma anche questa proposta non ci è servita per ricevere una risposta” ci ha dichiarato Emanuele D’Oro, proseguendo: “L’Amministrazione deve ascoltarci e sono pronto ad andare fino in fondo non solo perché è la mia Associazione, ma anche per tutti i ragazzi e le famiglie che sono stati privati di un qualcosa che invece spetta loro”.
Giorgia Gentili







