E’ ormai noto a molti come una delle più sottili ed evidenti problematiche della società riguardi l’inclusione di ragazzi affetti da problemi psichici. A Velletri però (nonostante le problematiche che insorgono sulle strutture e gli impedimenti e le difficoltà causate dalla pandemia) ci sono organizzazioni come “Difendiamo l’Allegria”, che nascono con l’intento di raggiungere obiettivi che riguardano l’inclusione sociale dei ragazzi psichici. A tale riguardo, abbiamo deciso di intervistare il presidente dell’associazione Leonardo Mayone.
Cos’è l’Associazione “Difendiamo l’Allegria” e di cosa si occupa?

“Difendiamo l’Allegria” è un’associazione che mira all’inclusione sociale di ragazzi affetti da disagi psichici. L’iniziativa è stata frutto di lavoro e coesione di 14 famiglie che vivono personalmente i disagi che un ragazzo o una ragazza con disabilità riscontrano in una realtà esterna che non dà né a loro né alle loro famiglie l’opportunità di credere in un dopo di noi. Tempo fa, il direttore dei centri diurni dei castelli e dei centri di salute mentale, il Dott. Eduardo Ferri, ha avuto il piacere di supportare l’iniziativa della nascita dell’associazione. Questa collaborazione nasce con l’dea di poter garantire un futuro ai nostri ragazzi nel momento in cui noi parenti non potremo più seguirli e tutelarli” ma anche il supportare e collaborare con il CSM e Centro Diurno.
Il Centro Diurno e dell’Igiene Mentale di Velletri-Lariano, risentono degli spazi ad essi dedicati?
“Il Centro di Salute Mentale e il Centro Diurno di Velletri-Lariano, risentono dei limitanti spazi ad essi dedicati. Il CSM avrà in futuro problemi nel recepire utenti futuri per via della vecchia struttura e del ristretto numero del personale. Il Centro Diurno invece, risente della mancanza anche esso della piccola sede in cui esso si edifica, un appartamento di limitanti dimensioni situato vicino al tribunale. Ci servono strutture che possano soddisfare i bisogni dei ragazzi e un aiuto che possa promettere loro un futuro, nonostante le cure che vengono erogate egregiamente dalla struttura pubblica vogliamo sensibilizzare l’amministrazione comunale per dare una nuova sede al CSM e Centro Diurno adeguata.
Ci sono state proposte da parte di istituzioni Veliterne che hanno cercato di promuovere progetti che riguardassero il miglioramento delle strutture di entrambi i centri?
È stato svolto un incontro sui tavoli tematici della di disabilità e dopo di noi. Questi ultimi cercano di fronteggiare vari disagi fra cui la problematica dell’inclusione attraverso la progettazione dei così detti “piani di zona”, fondi destinati ai vari campi e servizi a scopo sociale. La conferenza riferita all’inclusione di ragazzi con disabilità, ha proposto l’edificazione di un centro diurno comunale.
La nostra associazione ha risposto nel chiedere il pieno sostegno e investimenti coinvolgendo la realtà già esistente del CSM e Centro Diurno nella realizzazione del progetto.
Qual è il messaggio che lei, insieme alle varie famiglie, volete trasmettere?
“Noi vorremmo invitare il Comune ad appoggiare e soddisfare le esigenze richieste e ad aiutare le sedi a cui l’associazione da il più sincero supporto. Da anni miriamo al miglioramento delle strutture che frequentiamo e se il comune volesse costruire un centro diurno più grande siamo d’accordo, ma vorremmo ottenere comunque il miglioramento di quello già esistente.
La situazione pandemica ha accelerato l’esigenza di avere nuove strutture Questo fa comprendere come ci sia un bisogno impellente di un ampliamento degli spazi e di quanto questi provvedimenti vadano presi al più presto.”
Oltre alle dimensioni delle sedi dei centri, ha riscontrato altri particolari disagi che costituirebbero un ostacolo per il futuro dei ragazzi?
“Il territorio, essendo molto vasto e presentando aree di campagna distanti dal centro, avrebbe bisogno di un miglioramento delle linee di trasporto per permettere a chi è lontano di raggiungere entrambi i centri. Ci sono ragazzi con disabilità che avendo genitori anziani ed essendo i soli partecipanti della famiglia a poter guidare, raggiungono le sedi in totale autonomia, ma come faranno un domani?”
Le parole del presidente dell’Associazione “Difendiamo l’Allegria”, hanno colpito in modo particolare la nostra attenzione. Speriamo vivamente che la pazienza e l’impegno di queste famiglie, venga ripagato con il giusto ascolto e con l’adeguato aiuto.
Beatrice Di Bartolomei
