Si è recata al comune per le pubblicazioni di matrimonio e lì ha scoperto la truffa
Una signora di Velletri M.P. di 48 anni lo scorso novembre si è recata in Comune per le pubblicazioni di matrimonio in seconde nozze. Questa era separata dal primo marito dal 2015, quando, di comune accordo, hanno proceduto alle pratiche di divorzio assistito ammesso dalla legge 162 del 2014, in cui è previsto un legale che espleta le pratiche in Comune che poi vengono ratificate in Tribunale.
La 48enne, nel corso dell’organizzazione del suo secondo matrimonio, viene chiamata dall’Ufficio Stato Civile del Comune di Velletri a cui risulta che lo stato civile della donna è “coniugata”. La stessa si reca all’ufficio per parlare con l’impiegata che segue la sua pratica di pubblicazioni e per mostrare un certificato del Comune di Velletri consegnatole dal suo legale dove risulta il suo stato libero. La firma sul documento presentato dalla signora è dell’impiegata stessa. Quest’ultima, allarmata, denuncia l’accaduto con una relazione ai suoi superiori e al Comando di Polizia Locale. L’ufficiale di polizia delegato alle indagini dal Dirigente dott. Santarcangelo scopre che la donna è stata vittima di una truffa, insieme all’ex marito A.M, un 44enne di Velletri, messa in piedi da M.M., veliterno di 55 anni facente parte di uno studio legale.
Sembrerebbe che, in seguito alla decisione di comune accordo del divorzio assistito e di far ricadere le spese della pratica sull’uomo, l’ex marito si sia rivolto a questo presunto avvocato sotto consiglio di un’amica per portare avanti la pratica. Il legale, dopo aver assicurato il buon esito della pratica, riceve in acconto una somma di 500 euro a cui si sarebbe aggiunto il saldo finale, a conclusione del divorzio. Dalle indagini si è scoperto che, nel percorso della pratica, M.M. ha falsificato atti amministrativi, disconosciuti dai relativi firmatari, del Comune di Velletri, del Tribunale Civile di Velletri e della Procura della Repubblica di Velletri. Scoperto dalla Polizia Locale di Velletri, attraverso testimonianze e riconoscimenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per truffa, falsità in atti commessa da privato con l’aggravante della continuazione del reato.
Martina Angeloni
