L’intervista all’Onorevole Adriano Palozzi
Il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale “Organizzazione” di Cambiamo con Toti, Adriano Palozzi, è stato intervistato da La Torre, rispondendo ad alcune domande riguardanti la sanità, le vaccinazioni e temi di carattere internazionale.
Sanità: a settembre sulla sua pagina Instagram ha pubblicato un post in cui il Lazio era tra le prime posizioni per le cosiddette “fughe sanitarie”, ovvero per le persone che si recano al di fuori del territorio regionale per ricevere cure e assistenze ospedaliere. Durante questi mesi è cambiato qualcosa? Può fornirci dei dati a riguardo?
“No, non è cambiato molto perché, a causa dei continui tagli alla sanità, molto cittadini scelgono di spostarsi al di fuori dei confini regionali per ricevere cura e assistenza. Questo fenomeno di migrazione sanitaria genera quindi una spesa sanitaria preoccupante – il saldo del Lazio fra mobilità attiva e passiva è negativo per diversi milioni di euro -: se una prestazione viene effettuata entro la Regione Lazio, infatti, quest’ultima rimborsa l’ASL di competenza, ma se le prestazioni vengono effettuate fuori dai confini regionali, ecco che andiamo a versare soldi ad altre regioni. Nel Lazio abbiamo una mobilità passiva molto alta perché evidentemente la qualità e la quantità dei servizi erogati dalla nostra Regione non è sufficiente a soddisfare la richiesta degli utenti. In questo momento credo che bisognerebbe esultare meno e concentrarsi di più sull’organizzazione sanitaria: la pandemia ha fatto emergere tutte le lacune presenti nel nostro sistema sanitario”.
Come saprà l’ospedale di Velletri è da tempo sotto i riflettori del dibattito politico veliterno. In particolare, dopo la chiusura di diversi reparti, sono stati mossi pesanti attacchi verso l’amministrazione veliterna e verso la Regione. Cosa ci può dire riguardo al Paolo Colombo? Com’è possibile che un ospedale che ricopre un ruolo così importante per il territorio dei Castelli Romani si trovi in tali condizioni?
“L’ospedale di Velletri, come anche quello di Marino e di Albano Laziale, era un fiore all’occhiello del nostro territorio, ma in questi anni di amministrazione Zingaretti non è stato valorizzato come si sarebbe dovuto. Come se non bastasse, il nuovo Policlinico dei Castelli, oltre a non essere logisticamente centralissimo, alla resa dei conti si sta dimostrando incapace di soddisfare a pieno le esigenze sanitarie della popolazione castellana, soprattutto quella del versante Appio-Tuscolano. L’ospedale dei Castelli, nell’ottica del piano regionale, avrebbe dovuto sostituire gran parte delle attività dei nostri nosocomi, con l’obiettivo di accorpare molte prestazioni al Policlinico stesso e destinare presidi sanitari, come quello di Marino e Albano Laziale, soprattutto per attività ambulatoriali e sanitarie h12. Tornando sulla situazione del Colombo, io stesso, qualche mese fa, mi sono recato a visitarlo al fine di rendermi conto della situazione e ciò che ho visto non mi è affatto piaciuto: la speranza, che sa di sollecitazione, è che l’amministrazione regionale del presidente Zingaretti riattivi quanto prima il Punto Nascita poiché pensare che una cittadina veliterna debba partorire in un altro ospedale fuori dal territorio di Velletri è profondamente triste e limitante”.
Proprio riguardo alla situazione ospedaliera, ci sono arrivate in redazione domande da cittadini che ci chiedevano come mai la struttura del San Raffaele, regolarmente manutenuta, resti chiusa senza essere sfruttata. Cosa ne pensa e cosa mi può dire a riguardo? Può essere sfruttata o la burocrazia non lascia scampo?
“Non conosco specificatamente i dettagli di quanto accaduto al San Raffaele, però credo che quella sia una struttura che deve assolutamente essere utilizzata, soprattutto in un momento in cui la sanità regionale sta facendo acqua da tutte le parti”.
Vaccinazioni: sempre su Instagram pochi giorni fa ha pubblicato un post riguardo al vaccino antinfluenzale e sulle dosi che secondo il CIPE Lazio potrebbero non essere sufficienti per la nostra Regione. Cosa sta succedendo?
“A mio giudizio, la Regione Lazio si è organizzata tardi e male, con la conseguenza che, per un certo arco temporale, i vaccini antinfluenzali sono risultati non reperibili all’interno di numerose farmacie. Siamo di fronte a disagi e disservizi inaccettabili, soprattutto in un periodo di complessa e delicata emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo. I cittadini del Lazio hanno tutto il diritto di avere a disposizione dosi sufficienti di vaccini e l’amministrazione Zingaretti avrebbe dovuto agire con maggior efficienza e tempestività”.
Vaccino AntiCOVID: oltre alle linee nazionali che in parte già conosciamo, cosa è previsto per il Lazio e qual è il suo pensiero riguardo all’organizzazione che si sta profilando?
“Ciò che mi impensierisce è il metodo con cui questo vaccino sarà distribuito, data la particolarità di tale farmaco, il quale deve essere conservato a determinate temperature. Sotto questo aspetto mi chiedo: In Italia e, in particolare nel Lazio, abbiamo strutture adeguate per la conservazione e la distribuzione del vaccino antiCovid? Credo che qualche problema sotto questo punto di vista potrebbe sorgere, ma staremo a vedere. Sono però sicuro che la Regione si atterrà scrupolosamente alle direttive di chi sta gestendo la partita dei vaccini, dando la precedenza alle fasce degli operatori sanitari e delle persone fragili”.
Ora vorrei farle una domanda un po’ trasversale. Leggendo gli obiettivi di Cambiamo!, una delle prerogative è l’eliminazione del traffico della droga. Con 27 voti favorevoli, compresa l’Italia, l’Onu ha rimosso la cannabis dalla tabella delle sostanze illegali; in molti hanno individuato in quest’azione un punto di svolta in questo senso. Qual è la sua opinione riguardo al tema, anche sotto il punto di vista sanitario?
“Io credo che tutte le sostanze che fanno male all’organismo non andrebbero mai legalizzate. Non è una questione di droga leggera o pesante. La cannabis ha già un uso terapeutico e, se utilizzata in ambito medico nel rispetto delle prescrizioni, non credo sia un male assoluto. Tuttavia bisogna essere chiari, ribadendo ancora una volta la contrarietà netta e assoluta alla liberalizzazione dell’uso di questa sostanza che può nuocere alla salute. Mi spiace infatti pensare che si possano legalizzare sostanze che alterano le condizioni psico-fisiche di persone le quali, di conseguenza, potrebbero diventare pericolose per loro stesse e per gli altri”.
Giorgia Gentili
