Festa dell’Albero e politiche ambientali
Il 21 novembre è stata festeggiata in tutta Italia la Festa dell’Albero, e anche qui a Velletri varie sono state le iniziative che hanno coinvolto associazioni e cittadini. Un esempio è l’attività di piantumazione svolta da Alberi Volsci, in collaborazione con altre associazioni, che ha dato dimora a tanti nuovi alberi nella zona del parcheggio in Via Ilaria Alpi e ha contribuito a rendere la nostra città un po’ più verde. La Festa dell’Albero non rappresenta solo una giornata in cui celebrare l’importanza degli alberi per la loro capacità nell’assorbire anidride carbonica e rilasciare ossigeno o nel proteggere la biodiversità, ma rappresenta un momento di presa di coscienza da parte di tutti della situazione ambientale che ci circonda. Soprattutto se si pensa al dibattito ambientale che, in particolare dal 2019, si è imposto e ha visto tanti giovani scendere nelle piazze di tutto il mondo, consapevoli di quello che a tutti gli effetti si può definire un collasso ambientale verso cui si sta dirigendo il nostro pianeta e che potrà solo che accelerare se non troveremo delle soluzioni concrete per arrestarlo. Perciò la Giornata Nazionale degli Alberi si inquadra in una tematica più vasta, quella dei problemi ambientali e delle conseguenti politiche adottate per cambiare rotta. Questi sono temi che non sono al di sopra di noi, anzi, al contrario, investono anche il singolo cittadino, il quale dovrebbe contribuire con il resto della comunità e con lo stato al raggiungimento degli obiettivi ecosostenibili previsti per il futuro.
La nostra salute dipende dalla salute del nostro pianeta. Da questa riflessione ne deriva la nozione di OneHealth, ossia un approccio interdisciplinare che, coerentemente con l’Agenda 2030, riconosce l’esistenza di una relazione inscindibile tra salute umana, animale e ambientale. Il 3 giugno l’Agenzia europea per l’ambiente ha presentato il SOER 2020, un rapporto su “Lo Stato dell’ambiente in Europa nel 2030” . Questo evidenzia quanto sia indispensabile un cambio di rotta per affrontare il collasso climatico, invertire il processo di degrado ambientale e salvaguardare così il benessere delle generazioni future. Le attuali misure politiche europee, tra cui la riduzione di emissioni di gas a effetto serra, forniscono una base per i futuri progressi ma non sono sufficienti al raggiungimento degli obiettivi al 2030 e al 2050. Il documento riprende anche il concetto di una salute comune e condivisa riportando dati drammatici riguardante l’incidenza di malattie respiratorie e di morti premature connesse all’inquinamento ambientale. Nonostante il resoconto disastroso, vi è un barlume di speranza grazie alla maggiore consapevolezza generale della necessità di cambiare, all’aumento di iniziative comunitarie e al potenziamento delle misure dell’Ue (come ad esempio il Green Deal europeo).
Nell’incontro in videoconferenza del 3 giugno si era discusso nello specifico anche della situazione ambientale in Italia. In questo panorama il Premier Conte era intervenuto affermando che “l’ambiente deve essere integrato in qualsiasi politica a qualsiasi livello, perché il legame dell’ambiente con il nostro vivere è profondo”. Dato il periodo storico che stiamo affrontando un’ultima considerazione è da valutare. Un report della RSE ha evidenziato come il lockdown abbia contribuito alla ripresa ambientale e abbia avuto effetti positivi sulla qualità dell’aria. Questo grazie soprattutto alla drastica riduzione del traffico nelle città. Questi dati portano quindi a considerare quanto la mobilità debba essere uno dei temi principali nel processo di transizione energetica e che però, come affermato dallo stesso Premier Conte ‘non possiamo fidare in casi straordinari, in circostanze estreme ed emergenziali, dobbiamo lavorare noi per raggiungere e perseguire questo risultato’’.
Martina Angeloni
