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Spuntano tre possibili nuovi indagati? – Archivio La Torre Oggi

Spuntano tre possibili nuovi indagati?

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Redazione

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BlogCronaca, Primo Piano

A seguito dell’esame autoptico svolto sul corpo del giovane Willy Monteiro Duarte, morto durante la notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro, sono emersi particolari agghiaccianti.

Willy Monteiro Duarte

Il ragazzo è stato colpito così brutalmente che sarebbe entrato in stato di shock traumatico, condizione che l’avrebbe poi portato all’arresto cardiaco.
Proprio alla luce delle polifratture trovate dal collo all’addome, l’accusa a carico dei quattro indagati (i fratelli Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Beleggia) si è mossa da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario.

Pincarelli , I fratelli Bianchi , Belleggia

Negli ultimi giorni anche grazie al sollecitamento del Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, molti giovani stanno entrando e uscendo dalla caserma di Colleferro per depositare le proprie testimonianze, ma nel frattempo le indagini iniziano a sondare anche territori diversi.
Prima di tutto si stanno effettuando esami sul Suv Audi dei Bianchi, sequestrata immediatamente dopo il 6 settembre.

Gli inquirenti sono in cerca di tracce ematiche appartenenti alla vittima che confermerebbero il coinvolgimento diretto dei due fratelli alla rissa.
Si cercano, inoltre, tracce del rapporto sessuale che i Bianchi stavano consumando, secondo le loro dichiarazioni, nei pressi del cimitero di Colleferro prima di essere chiamati da un amico che li avrebbe avvisati della rissa in corso a Largo Santa Caterina.
A tal proposito sono al vaglio anche i registri delle chiamate e le chat degli indagati che potrebbero aiutare ulteriormente nel processo di ricostruzione dell’accaduto.
Non meno importante, la procura si sta concentrando sulle posizioni di altre tre persone che potrebbero aver avuto un ruolo “attivo” durante la rissa e che potrebbero essere indagate per favoreggiamento o addirittura concorso.
Nel frattempo l’avvocato dei Bianchi, Massimiliano Pica, dichiara che i suoi assistiti appaiono “provati”. Essi, insieme a Pincarelli, al momento si trovano in carcere, isolati dal resto dei detenuti per rispettare i 15 giorni di quarantena previsti.
Sono, tuttavia, preoccupati delle possibili ritorsioni da parte degli altri detenuti e, per questo motivo, hanno richiesto l’isolamento anche dopo la quarantena.
La richiesta potrebbe essere accolta: il garante dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia, l’ha definita “ragionevole”, viste le numerose minacce ricevute dai tre.