Il giovane prete ha espressamente chiesto a Papa Francesco di essere consacrato in anticipo, avvertendo che le proprie condizioni di salute andavano peggiorando
L’Ordine della Madre di Dio piange la morte di Padre Livinus Esomchi Nnamani, deceduto il 23 aprile. La perdita ha suscitato grande commozione nella sfera religiosa locale e non solo: Padre Livinus è stato ordinato sacerdote il 1° aprile, per ordine di Sua Santità Papa Francesco e consacrato per mano di Monsignor Daniele Libanori. Il suo stato di salute gli ha permesso di vivere solamente ventitré giorni da prete, andandosene via alla giovane età di trentuno anni.
Dieci anni fa si era unito alla comunità “Mater Dei”, nella città di Owerri in Nigeria, iniziando la propria formazione religiosa. Prima del suo arrivo a Roma nel 2019, gli era stata diagnosticata la leucemia che lo ha costretto negli ultimi mesi nel presidio sanitario Medica Group Casilino.
Il Mercoledì Santo scorso ha contattato Papa Francesco chiedendo di essere ordinato prete in anticipo, dato che aveva iniziato ad avvertire i primi segni di cedimento. La risposta del Santo Padre è giunta dopo appena due ore e l’indomani, Padre Livinus è stato consacrato con una semplice messa in ospedale, presieduta dal Vescovo di Roma. Da quel giorno, Padre Livinus ha celebrato giornalmente la messa nel suo letto, ma avvertendo un ulteriore peggioramento il 22 aprile ha chiesto il confessore e ricevuto la comunione.
Commozione da parte di Padre Vincenzo Molinaro che ha annunciato ai fedeli, durante la messa del 25 aprile, la morte di Padre Livinus. Toccanti anche le parole pubblicate sulla pagina Facebook della Parrocchia Santa Maria Intemerata di Lariano. Il post riportava scritto: “Ha finito con la sofferenza, ma in questi pochi giorni ha vissuto la Pasqua del Signore unendosi al sacrificio di Gesù. Il desiderio della vita si è aperto all’eternità. La comunione con Gesù sarà più intensa dopo questo allenamento. A tutti coloro che lo hanno seguito, soprattutto pregando, il nostro grazie e credo anche il suo”.
Dopo il funerale, tenutosi il 26 aprile presso la parrocchia di San Giovanni Leonardi, la salma è stata riportata nella sua terra d’origine.
Giorgia Gentili
